174 DELL'ENEIDEBen'adocchiata, non là dove il vadoDiſperava del tutto, o dove l'ondaMormorando frangea; ma dove cheta,E senza intoppo avea corso, e ricorso,Voltò le prore. E via (disse) compagni,Via gente eletta. Ite con tutti i remiDi tutta forza; e sì pingete i legni,Che si faccian da lor canale, e stazzo.Dividete co'rostri, e con le prore,Questa nemica terra. In questa terraMi gittate una volta. E che che siaSegua poi del navile. A questo pregioNon curo del suo danno: afferri, e pera.Al detto di Tarconte alto in su'remiLevarsi, e sì co' rostri a' liti urtaro,Ch'empier di ſpuma il mar, di ſabbia i campi.E i legni tutti ne l'asciutto infissiFermarsi interi. Ma non gia TarconteIl legno tuo, che d'una ascosa faldaEbbe di sasso in approdando intoppo.Dal cui dorso inchinato, e dal mareggioLungamente battuto, al fin del tuttoAperto, e ſconquaſſato, in mezzo a l'ondeLe genti espose; e'l peso, e l'imbarazzo
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