LIBRO DECIMO.Sorgi tu pria che'l sole, e sii tu'l primoAd ordinar le tue genti a battaglia.Prendi l'invitto, e luminoso scudoDa Volcan fabbricato, e d'or commesso,Chè diman (se mi credi) alta, e famosaFarai tu strage de' nemici tuoi.Ciò disse, e come esperta al legno in poppaTal diè pinta al partir, che piu veloceCorse, che dardo, o stral che'l vento adegui.Dietro gli altri affrettar sì, che stuporeN'ebbe d'Anchise il figlio. E rincoratoDa sì felice annunzio; al cielo orandoDevotamente si rivolse, e disse:Alma Dea de gli Dei gran genitrice,Di Dindimo Regina, che di torriVai coronata, e'n su leoni assisa,Te per mia duce a questa pugna invoco,Tu rendi questo augurio, e questo giorno,Ti priego, a i frigj tuoi propizio, e lieto.Questo sol disse. E luminoso intantoSi fece il mondo. Ei primamente impose,Che ratto al segno suo ciascun ne gisse,Ch'ognun s'armaſſe, ognuno a la battagliaSi disponesse. E gia venuto a vista
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