170 DELL'ENEIDEGli ſi ſtrinſero intorno. Una fra l'altreLa piu di tutte accorta parlatriceCimodocea, la sua nave seguendo,Con la destra a la poppa, e con la mancaTacita remigando; il capo, e'l dorſoSolo a galla tenendo; d'improviſoCosì gli disse: Enea stirpe divinaVegli tu? Veglia. Il fune allenta, e'l senoApril a le vele tue. De la tua claſſeNoi fummo i legni, e de la selva idèa.E siamo or ninfe. I rutoli col focoN'hanno, e col ferro dipartite, e spinteDa' tuoi, nostro mal grado. Or te cercando,Siam qui venute. Per pietà di noiLa berecintia madre in questa formaN'ha del mar fatte abitatrici, e Dee.Ma'l tuo fanciullo Julo, in mezzo a l'armiSi ſta cinto di foſſa, e di muragliaDa' feroci latini assediato.I tuoi cavalli, e gli arcadi, e gli etrusciUnitamente an di gia preso il locoComandato da te. Turno diſegnaCo' ſuoi d'attraverſarli, e porſi in mezzoTra'l campo, e loro. Or via naviga, approda,
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