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2 (1760) (1760)
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LIBRO DECIMO.Giva il superbo Aulete con un legnoDi cento travi'l mar solcando in guisa,Che ſpumante il facea ſonoro, e creſpo.Premea le spalle d'un tritone immane,Che con la cava ſua cerulea concaTremar si facea l'acqua, e i liti intorno.Dal mezzo in su la fronte ispido, e'l mentoSembra d'umana forma, e'l ventre in pesceGli si ristringe, e col ferino pettoFende il mar sì, che rumoreggia, e spuma.Da questi eletti eroi, con queste gentiEran l'onde tirrene allor solcateIn sossidio di Troja. E gia dal cieloCaduto il giorno, era de l'erta in cimaLa vaga luna; quando il frigio duceOr al timone, or a la vela intentoCo' suoi pensier vegliava. Ed ecco avantiNuotando gli si fa di ninfe un coro,Di lui prima compagne, e quelle stesseChe gia sue navi, da Cibelle in ninfeFuron converſe, e Dee fatte del mare.Tante in frotta ne gìan per l'onde a nuotoQuante eran navi in prima. E di lontanoRiconosciuto il Re; danzando in cerchio;

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