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2 (1760) (1760)
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168
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163 DELL'ENEIDEDe le pioppe, che pria gli eran ſorelleSfogava con la musa il suo dolore;Fatto cantando gia canuto, e veglioIn augel si converse, e con la voce,E con l'ali da terra al cielo alzossi.Il suo figlio co' suoi portava un legnoA cui ſotto la prora, e ſopra l'ondeStava un centauro minaccioso, e torvo,Che con le braccia, e con un ſaſſo in altoSembrava di ferirle: e via correndoCol petto le facea ſpumoſe, e bianche.Ocno poscia venìa, del tosco fiume,E di Manto indovina il chiaro figlio,Che te mia patria eresse, e che del nomeDe la gran madre sua Mantua ti disse.Mantua d'alto legnaggio illustre, e ricca,E non d'un sangue. Tre le genti sono,E de le tre ciascuna a quattro impera,Di cui tutte ella è capo, e tutte insiemeSon con le forze de l'Etruria unité.Quinci ne fur contra Mezenzio armatiCinquecento altri. E Minzio un figlio alteroDel gran Benaco fu che gli conduſſeDi verdi canne inghirlandato il fronte.