DELL'ENEIDE144L'ebbe Ascanio dal padre. A questo vecchioMostrossi Apollo di color, di voce,D'andar, di canutezza, e d'armaturaSimile in tutto: ed a l'ardente JuloFatto vicino, in tal guisa gli disse:Bastiti aver, d'Enea preclaro figlio,Senza alcun riſchio tuo Numano ucciſo.Di questa prima lode il grande ApolloTi privilegia, e non t'invidia il colpo,Ne'l paraggio de l'arco. Or da la pugnaRitraggiti. E ciò detto, da la vistaDe circostanti si ritrasse anch'egli,E sormontando dissipossi, e sparve.Rassembrarono in Bute i teucri Apollo:E riconobber la faretra, e l'arco,Che fuggendo ſonar anco s'udiro.E fer sì con le preci, e col precettoD'un tanto Iddio, ch'Ascanio ancor che vagoFosse di pugna, se ne tolse al fine.Ed essi apertamente a ripentaglioMisero in vece sua le vite loro.Spargeasi un grido per le mura in tantoPer tutte le difese: e tutti a gli archiTutti a tirar, tutti a lanciar si dieroD'ogni
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