LIBRO NONO.D'ogni sorte arme. E d'ogni parte il suoloN'era coverto, quando altro conflittoCominciossi di scudi, e di celate,Una mischia di picche, una battaglia,Che creſcea tutta volta, rinforzandoCon quella furia, che di pioggia un nemboVien da l'occaso, allor che d'orienteFan ſorgendo ī capretti a noi tempeſta,O quando orrido, e torbo, e d'austri cinto,E'n grandine converso irato GioveD'alto precipitando, si devolveSopra la terra, e'l ciel rompendo intuona.Pandaro, e Bizia d'Alcanoro idèo,E di Niera salvatica sua moglieFiglj in Ida acquiſtati, e d'Ida uſcitiL'uno a l'altro simile, ed ambidueA quelli abeti, ad a quei monti ugualiOnd' eran nati; avean dal teucro duceUna porta in custodia. E confidatiNe le forze, e ne l'armi a bello studioLa laſciarono aperta, ed a' nemiciFer da le mura un marziale invito.Essi armati di ferro, un da la destraL'altro da la sinistra, a due pilastriTomo Secondo.
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