136 DELL'ENEIDEEra una torre di sublime altezzaCon bertesche, e con ponti un sopra l'altroLoco opportuno. A questa eran d'intornoDi fuor gl'italiani, e dentro i teucri,E quei facean per espugnarla ogn opra,E questi per tenerla. Avanti a tuttiSi spinse Turno. Ed una face ardenteLanciovvi da l'un fianco: ove s'appreseCon molta fiamma, così fiero il vento,Così secchi, e disposti erano i legni.Ardea la torre da quel canto, e dentroLa gente per timor cercava indarnoDi ritrarsi dal foco. Onde a la parteDa l'incendio remota, in un sol mucchioSi ristrinsero insieme: e da quel pesoDa quel lato in un ſubito la torreQuasi spinta inchinossi, aprissi, e cadde.Il ciel ne rintonò. La gente infrantaStorpiata, sfracellata, infra i ſuoi legniDa l'armi proprie infissa, e fin ne l'auraMorta, e sepolta a terra se ne venne.Soli due vivi, e per ventura intattiDal nembo de la polvere, e del fumoUscir nel campo: Elenore fu l'uno,
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