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2 (1760) (1760)
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LIBRO NONO.Risospingendo come il lungo assedioInsegnò lor di Troja; a la difesaSi fermar de' ripari: e le parete,E i pilastri, e le torri adosso a loro,E sopra a la testuggine gittando;Gli scudi dissiparono, e le genti,Sì, che piu di combattere al covertoNon si curaro. Ma d'ogn'arme un nemboLanciando a la scoperta, i bastioniOffendean de' trojani. E d'una parteMezenzio, formidabile a vedere,Se'n gìa con un gran pino acceso in manoLo steccato infocando. Iva da l'altroIl fier Mesapo di Nettuno il figlioDomator de' corsieri; e scisso il vallo,Scale, scale gridava, e per lo muroRampicando saliva. Or qui m'è d'uopoCalliope il tuo canto a dir le pruove,A dir l'occision, che di sua manoFece Turno in quel dì; chi, quali, e quantiA l'Orco ne mandasse. Ogni successoSpiega di questa guerra in queste carte.Tutto a voi muſe è conto: e voi la poſſa,E l'arte avete di contarlo altrui.I iiij

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