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2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
133
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LIBRO NONO.Ne che pur ti vedesse? Ah ch'or ti veggioIn peregrina terra esca de' caniD'avoltoj, e de' corvi. Ed io tua madre,Io cui l'essequie eran dovute, e'l duoloD'un cotal figlio, non t'ho chiusi gli occhj,Ne lavate le piaghe, ne coperteCon quella veste, che con tanto studioT'ho per trastullo de la mia vecchiezzaTessuta io stessa, e ricamata in vano.Figlio, dove ti cerco? Ove ti trovoSì diviso da te? Come raccozzoLe tue così sbranate, e sparse membra?Sol questa parte del tuo corpo rendiA la tua madre, che per esser tecoT'ha per terra, e per mar tanto seguito,E seguiratti dopo morte ancora?In me rutoli, in me tutti volgeteI voſtri ferri: ſe pur regna in voiPietade alcuna. A me la morte date,Pria ch'a null'altro. O tu Padre celesteMiserere di me. Tu col tuo teloMi trabocca nel tartaro, e m'ancidi:Poiche romper non posso in altra guisaQuesta crudele, e disperata vita.1 iij

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