LIBRO NONO.E spumante di sangue era anco il suolo,Ove giacean quegl' infelici estinti,Riconobber tra lor le spoglie, e l'elmo,E 'l cimier di Mesapo, e i guarnimenti:Che con tanto ſudor ricoveratiS'erano a pena. Era vermiglio, e rancioFatto gia de la notte il nero ammantoLasciando di Titon l'Aurora il letto,E comparſo era il ſole, e diſcovertoGia'l mondo tutto; allor che Turno armatoA l'arme, a l'ordinanza, a la battagliaConcitò'l campo, e diede ordine, e locoCiascuno a' suoi; vendetta, ira, e desioD'assalir, di combatter, di far sangueVedeansi in tutti. A due grand'aste in cimaConficcaron le teste (orribil mostraD'Eurialo e di Niso, e con le gridaNe fero onta, e spettacolo a' nemici.I teucri arditamente in su le muraDa la sinistra incontra si mostraro,Chè la destra dal fiume era difesa.E chi da le trincee, chi da le torriStavan dolenti rimirando i teschjNe l'aste affissi, polverosi, e lordi;11
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