LIBRO NONO.Gridando, ah (disse) Eurialo infeliceU sei rimaso? U'piu (lasso) ti trovo?Per questo labirinto? E tosto in dietroRivolto; per le vie, per l'orme stesseDi tornar ricercando, si rimbosca.Erra pria lungamente, e nulla sente.Poscia sente di trombe, e di cavalliE di voci un tumulto; e vede appressoEurialo fra mezzo a quelle gentiQual cacciato leone. E gia dal loco,E da la notte oppresso si travaglia,E si difende il poverello in vano.Che farà? Con che forze, e con qual'armiFia che lo scampi? Avventerassi in mezzoDe' nemici a morir morte onorata?Così risolve. E prestamente un dardoS'adatta in mano: e volto in ver la luna,Ch'allora alto ſplendea; così la prega:Tu Dea, tu de la notte eterno lume,Tu Regina de boſchi, in tanto riſchioNe porgi aita. E s'Irtaco mio padrePer me de le ſue caccie, io de le mieIl dritto unqua t'offrimmo; e se t'appesi,E se t'affissi mai teschio, ne spoglia
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