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2 (1760) (1760)
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LIBRO NONO.Giurar mio padre, ch'a la madre tua,A tutta la tua stirpe ſi darannoI doni stessi, che serbar mi giovaPur a te nel felice tuo ritorno.Così disse piangendo. E la sua spada,Che di man di Licaone guarnitoAvea d'avorio il fodro, e l'elze d'oro,Distacossi dal fianco, e lui ne cinse.Memmo al tergo di Niso un tergo imposeDi villoso leone. E'l fido AleteGli ſcambiò l'elmo. Così toſto armatiSe n'uscir da la reggia. E i primi tuttiGiovini, e vecchj, in vece d'onoranzaFino a la porta con preconj, e votiGli accompagnaro. Il giovinetto JuloCon viril cura, e con pensier maturiInnanzi a gli anni, ragionando in mezzoGiva d'entrambi. Ed or l'uno, ed or l'altroMolto avvertendo; molte cose a direMandava al padre: le quai tutte al ventoFuron commesse, e dissipate a l'aura.Escono al fine. E gia varcato il fossoDa le notturne tenebre covertiSi metton per la via, che gli conduce

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