120 DELL'ENEIDESteſſa (a tanti per me l'ha riſchj eſpoſta)Di questo mio periglio (qual che e' sia)Nulla ha notizia. Ed io da lei mi partoSenza che la saluti, e che la veggia.Per questa man, per questa notte io giuroSignor, che ne vederla, ne la pietaSoffrir de le sue largime non posso.Tu questa derelitta poverellaConsola (te ne priego) e la sovvieniIn vece mia: se tu di ciò m'affidi,Andrò con questa speme ad ogni rischicCon piu baldanza. Si commosser tuttiA tai parole: e lagrimaro i teucri,E piu di tutti Ascanio: a cui sovvenneDe la pietà ch'ebbe suo padre al padre,E disse al giovinetto: io mi ti legoPer fede a tutto ciò, che la grandezzaDi questa impresa, e'l tuo valor richiede.E perche mia sia la tua madre, il nomeSol di Creusa, e null' altro le manca.Ne di picciolo merto è, ch'un tal figlioN'aggia prodotto. Segua che che siaDi questo fatto: ed io per lo mio capoTi giuro, per lo qual solea pur dianzi
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten