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2 (1760) (1760)
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114
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114 DELL'ENEIDEDi momento, e d'onore, io da te NisoSon così rifiutato? E te poſs'ioLassar solo a gran rischio andareA me non diè questa creanza OfelteMio genitore: il cui valor mostrossiNe gli assanni di Troja, e nel terroreDe l'argolica guerra. Ed io tal saggioNon t'ho dato di me, teco seguendoIl duro fato, e la fortuna avversaDel magnanimo Enea. Questo mio coreE spregiatore, è spregiatore anch'egliDi questa vita. E degnamente spesaLa tiene allor, che gloria se ne merchi,E quel che cerchi, ed a me nieghi onore.Soggiunse Niso: altro di te concettoNon ebbi io mai, ne tal ſei tu ch'io deggiaAverlo in altra guisa. Così GioveVittorioso mi ti renda e lietoDa questa impresa, o qual'altro sia nume,Che propizio, e benigno ne si mostri.Ma se per caso, o per destino avverso(Come sovente in questi rischj avvieneIo vi perissi; il mio contento in questoE che tu viva: si perche di vita