LIBRO NONOTrascorse il campo, ed ingaggiò battaglia.Con alte grida, e con orribil vociFremendo, lo seguiro i suoi compagniNon senza meraviglia, che sì viliFossero i teucri, a non osar del pariUscirli a fronte, non mostrarsi in campo,Ferir da lunge, e di muraglia armarsi.Turno di qua, di là turbato, e fieroSi spinse, e scorre il piano, e cerchia il muro,E d'entrar s'argomenta, ov'anche è chiuso.Come rabbioso, ed affamato lupoAl pieno ovile insidiando, fremeLa notte al vento, ed a la pioggia esposto;Quando sotto le madri, i puri agnelliBelan securi, ed ei la fame, e l'iraIncontro a lor che gli son lunge, accoglie;Così gli occhj di foco, e l'cor di sdegnoIl rutolo infiammato; anèlo, e fieroVa de' nemici a gli steccati intorno,Ogni loco, ogni astuzia, ogni sentieroinvestigando: onde, o co' suoi vi salga,O lor ne sbuchi, e ne gli tiri al piano.Al fin l'armata assaglie: che a ripariDa l'un canto congiunta, entro un canale
105