Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
92
Einzelbild herunterladen
 

DELL'ENEIDE92De l'armate caterve, e i lustri, e i lampiChe facean l'armi tra i virgulti, e i dumiLungo le vie. Va per la schiera il grido,Che ſi cavalchi. E lo ſquadron gia moſſoAl calpitar de la ferrata tormaFa'l campo risonar tremante, e trito.E di Cere vicino, appo il gelatoSuo fiume, un ſacro boſco antico, e grandeD'ombrosi abeti, che da cavi colliIntorno è cinto, venerabil molto,E di gran lunge. È fama ch'i pelasgiPrimi del Lazio occupatori esterniA Silvan Dio de' campi, e de gli armentiConſecrar queſta ſelva; e con ſolenneRito gli dedicar la festa, e'l giorno.Quinci poco lontano era TarconteCo tirreni accampato: e, qui del campoGiunti a la vista, ve'un alto colleLo scopria tutto. Enea co primi suoiFermossi, ove i cavalli, e i corpi loroGia stanchi, ebbero al fin posa, e ristoro.Era Venere in ciel candida, e bellaSovr' un etereo nembo apparsa intantoCon l'armi di Volcano: e visto il figlio,