84 DELL'ENEIDEDir ſi può, che ſia Troja, e che del tuttoNon sia caduta, e vinta; in questa guerraQuel che poss'io per tuo sossidio, è pocoA tanto affare. Il mio paese è chiusoQuinci dal tosco fiume, e quindi ha l'armi,Che gli ſuonan de'rutoli d'intornoFin ſu le porte. Avviſo, e penſier mioE, per confederati, e per compagniDarti una gente numerosa, e grandeCon molti regni: in tal qui tempo a puntoSei capitato, e tal felice incontroTi porge amica, e non pensata sorte.E non lunge di qui, su questi montiD'Etruria una famosa, e nobil terra,Ch'è sopra un sasso anticamente estrutta.Agellina si dice, ove lor seggioPosero è gia gran tempo i bellicosi,E chiari lidj. E floridi, e feliciVi fur gran tempo ancora. Or sotto al giogoSon di Mezenzio capitati al fine.A che di lui contar le sceleranze?A che la ferità? Dio le riserviPer suo castigo, e de' seguaci suoi.Questo crudele insino a i corpi morti
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