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2 (1760) (1760)
Entstehung
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76DELL'ENEIDECh'a veder sol quel sasso, e quella selvaSi paventava. E qui, soggiunse Evandro:In questo bosco, e là ve' questo monteE piu frondoſo, un Dio (non ſi ſa qualeMa certo abita un Dio. Queste mie gentiD'Arcadia an ferma fede aver vedutoQui Giove stesso balenar sovente,E far di nembi accolta. Oltre a ciò vediQui su quelle ruine, e quei vestigDi quei due cerchj antichi. Una di questeCittà fondò Saturno, e l'altra GianoChe Saturnia, e Gianicolo fur dette.In cotal guisa ragionando Evandro,Se ne gìan verso il suo picciolo ostello.E ne l'andar, là v'or di Roma è 'l foro,Ov'è quella piu florida contradaDe le Carine; ad ogni passo intornoUdian greggi belar, mugghiare armenti.Giunti che furo; in questo umile albergoAlloggiò (disse) il vincitore Alcide.Questa fu la sua reggia. E tu v'alloggia,E tu'l gradisci, e le delizie, e gli agSpregiando; imita in ciò Tirinzio, e Dio:E del tugurio mio meco t'appaga.