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2 (1760) (1760)
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72
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72DELL'ENEIDECome al ſuolo adeguaſſe Ecalia, e TrojaCittà famose: come superasseMill'altre insuperabili fatiche,Sotto al duro tiranno, e contr'a i fatiDe l'empia Dea. Tu ſei (dicean cantando)Invitto Iddio, che de le nubi i figljNilco, e Pholo uccidi: tu che'l mostroDomi di Creta: tu che vinci il fieroNemco leone: te gl'inferni laghi,Te l'inferno custode ebbe in orroreNe l'orrendo suo stesso, e diro speco,Là ve' tra'l ſangue, e le corroſe membraHa de la morta gente il suo covile.Cosa non è sì spaventosa al mondo,Che te ſpaventi: non lo ſteſſo armatoIncontr'al ciel Tifeo: ne quel di LernaCon tanti, e tanti capi orribil angueSenza avviso ti vide, o senza ardire.A te vera di Giove inclita proleUmilmente inchiniamo, a te del cieloNuovo aggiunto ornamento. E tu benignoMira 1 cor nostri, e i sagrifizj tuoi.Così pregando, e celebrando, in verſiCantavan le sue pruove. E sopra tutto