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2 (1760) (1760)
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LIBRO OTTAVO.Tosto il pietoso eroe, col gregge tuttoA l'altar la condusse. E poichè sacraL'ebbe al gran nume tuo massima GiunoA te l'uccise. Il Tebro quella notteQuanto fu lunga, di turbato, e gonfio,Ch'egli era, si rendè tranquillo, e queto,, che senza rumore, e quasi in dietroTornando, come stagno, o come pianaPalude adeguò l'onde, e tolse a' remiOgni conteſa. Accelerando adunqueIl camin preſo, i ben' unti, e ſpalmatiLor legni ſe ne vanno incontro al fiumeCom a ſeconda; che l'onde ſteſſeStavan meravigliose, e i boschi intornoNon soliti a veder l'armi, e gli scudi,E i dipinti navilj, che da lungeFaccan novella, e peregrina mostra.Se ne van notte, e giorno remigandoDi tutta forza, e i seni, e le rivolteVarcan di mano in mano, ora a l'aperto,Or tra le macchie occulti, e via volandoSegan l'onde, e le selve. Era il sol giuntoA mezzo il giorno, quando incominciaroDa lunge a discovrir la rocca, e'l cerchio,

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