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LIBRO SETTIMO.Umbrone era il suo nome. Archippo il RegeChe lo mandava. Di felice olivaAvea il cimiero, e l'elmo intorno avvolto.Era gran ciurmatore, e con gl'incantiE col tatto ogni serpe addormentava:De gl'idri, de le vipere, e de gli aspiPlacava l'ira, raddolciva il tosco,E risanava i morsi. E non per tantoPotè, ne con incanti, ne con erbeDe' marsi monti, risanare il colpoDe la dardania ſpada. Onde il meſchinoNe fu da le foreste de l'Angizia,Dal cristallino Fucino, e da gli altriLaghi d'intorno, disiato, e pianto.Mandò la madre Arizia a questa guerraVirbio, del casto Ippolito un figliuoloGentile e bello. E da le ſelve il traſſeD'Egeria. Ove d'Imeto in su la rivaPiu colta, e piu placabile è Diana.Che per fama d'Ippolito si dice,Poscia che fu per froda, e per disdegnoDe l'iniqua madrigna al padre in ira;E che gli spaventati suoi cavalliStrazio, e scempio ne fero; egli di nuovoTomo Secondo.D