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2 (1760) (1760)
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DELL E NEIDE48Ebalo te n'andrai, del gran Telone,E de la bella ninfa di SebetoFiglio onorato. Di costui si dice,Che non contento del paterno regno,Capri al vecchio laſciando, e i releboi,Fe' d'esterni paesi ampio conquisto.E fu Re de' sarrasti, e de le genti,Che Sarno irriga. Insignorissi appressoDi Batulo, di Rufra, di Celenne,E de' campi fruttiferi d'Avella.Mezze picche avean questi a la tedescaPer avventarle, e per celate in capoSuveri scortecciati, e di metalloBrocchieri a la sinistra, e stocchi a lato.Calò di Nurſa, e de' ſuoi monti alpeſtriUfente, un condottier ch'era in quei tempiDi molta fama, e fortunato in arme-Equicoli avea seco la piu parte,Orrida gente, e per le ſelve avezzaCacciar le fere, adoperar la marraArar con l'armi indosso; e tutti insiemeViver di cacciagioni, e di rapine.De la gente marrubia un ſacerdoteVenne fra gli altri. Sacerdote insiemeE capitan di genti ardito, e forte.Umbrone