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2 (1760) (1760)
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DELL'ENEIDE50Per virtù d'erbe, e per pietà che n'ebbeLa casta Dea, fu rivocato in vita.Sdegnoſſi il padre eterno, ch'un mortaleFosse a morte ritolto. E l'inventoreDi cotal arte, che d'Apollo nacqueFulminando mandò ne i regni bui.Ippolito da Trivia in parte occultaScevro da tutti a cura fu mandatoD'Egeria ninfa, e ne la selva ascoso. ve' solingo, e col cangiato nomeDi Virbio, sconosciuto i giorni menaD'un' altra vita. E quinci è, che dal tempio,E da le selve a Trivia consecrateI cavalli an divieto. Chè lor colpa,Fu'l suo carro, e'l suo corpo al marin mostro,E poſcia a morte indegnamente eſposto.Il figlio, che pur Virbio era nomatoNon men di lui feroce, i suoi destrieriEsercitava: e'n su'l paterno carroArditamente a questa guerra uscìo.Turno infra primi, di persona, e d'armiRiguardevole, e fiero, e sopra tuttiCon tutto il capo, in campo appresentossi.Un'elmo avea con tre cimieri in testa;