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LIBRO SETTIMO.Bagna d'ambe le sponde Allia infelice.Tanti flutti non fa di Libia il golfoQuando cade orion ne l'onde il verno;Ne tante ſpiche anno dal ſole aduſteLa state o d'Ermo, o de la Licia i campi,Quante eran genti. Arme sonare, e scudiS'udian per tutto. E tutta al suon de' piediTrepidar si vedea l'ausonia terra.Quindi ne vien l'agamenonio aurigaAleso, del trojan nome nimico:Che di mille feroci nazioniIn aita di Turno un gran miſcuglioDietro al suo carro avea di montanari.Parte de' pampinosi a Bacco amiciMassici colli, e parte de gli aurunci,De' sedicini liti, di Volturno,Di Cale, de' seticoli, e de gli osci.Questi per arme avean mazze, e lanciotti,Irti di molte punte, e di soattoScudisci al braccio, ond'erano i lor colpiTraendo, e ritraendo in molti modiContinuati, e doppj. E pur con essiAveano, e per ferire, e per coprirsi,Targhe ne la sinistra, e storte al fianco.Ne tu senza il tuo nome a questa impresa
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