Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
41
Einzelbild herunterladen
 

LIBRO SETTIMO.Schivo di nefando ministeroS'astenne di toccarle: e gli occhj indietroVolse per non vederle, e si nascose.Ma per torre ogni indugio, un'altra voltaElla stessa Regina de' celestiDal ciel discese, e di sua propria manoPinse, disgangherò, ruppe, e sconfisseDe le sbarrate porte ogni ritegno, che l'aperse. Allor l'Ausonia tutta,Ch'era dianzi pacifica, e quietaS'accese in ogni parte. E qua pedoni, cavalieri, a la campagna ognuno,Ognuno a l'arme, a maneggiar destrieri,A fornirsi di scudi, a provar elmi,A far chi con la cote, e chi con l'untoCiascuno i ferri suoi lucidi, e tersi.Altri s'addestra a sventolar le insegne,Altri a spiegar le schiere, e con dilettoS'ode annitrir cavalli, e sonar tube.Cinque grosse città, con mille incudiA fabbricare, a risarcir si dannoD'ogni sort'armi. La possente Atina,Ardea l'antica, Tivoli il superbo,E Crustumerio, e la torrita Antenna.Qui si vede cavar elmi, e celate,

41