38 DELL'ENEIDEDe la crudele, e ſpaventoſa ErinneGittossi, e dismorbò l'aura di sopra.Non però Giuno di condur la guerraRimansi intanto. Ed ecco dal conflittoVenir ne la città la rozza turbaDe' contadini, e riportare i corpiDel giovinetto Almone, e di Galeso,Così com eran sanguinosi, e sozzi.Gli moſtrano: ne gridano: ne imploranoDa gli Dei, da Latino, e da le gentiTestimonio, pietà, sdegno, e vendetta.Evvi Turno presente, che con essiTumultuando esclama, e'l fatto aggrava,E detesta, e rimprovera, e spaventa.Queſti, queſti (dicendo) ſon chiamatiA regnar ne l'Ausonia; a i frigj, a i frigDà Latino il suo sangue, e Turno esclude.Sopravengono intanto 1 furiosi,Che con le donne attonite ſcorrendoGian con Amata per le ſelve in treſca.Chè grande era d'Amata in tutto'l regnoLa stima, e 'l nome. E d'ogni parte accoltiTutti contra gli annunzj, contra i fatiL'armi chiedendo, e la non giuſta guerraVan di Latino a la magione intorno.
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten