LIBRO SETTIMO.E di frode commesso: ha gia la guerraLe sue cagioni: hanno (comunque in primaLa ſorte le ſi regga) ambe le partiLe genti in campo, e l'armi in mano: e l'armiSon gia di sangue tinte, e'l sangue è fresco.Or queste sponsalizie, e queste nozzeComincino a godersi il Re Latino,E questo di Ciprigna egregio figlio.Tu, perche non consente il Padre eterno,Ch'in queſta eteria luce, e ſopra terraCosì licenziosa te ne vada,Torna a tuoi chiostri: ed io s'altro in ciò restaDa finir, finirò. Ciò disse a penaLa figlia di Saturno; che d'AlettoFischiar le serpi, e dispiegarsi l'aliIn ver Cocìto. È de l'Italia in mezzo,E de' suoi monti, una famosa valle,Che d'Amsanto si dice; ha quinci, e quindiOſcure ſelve, e tra le ſelve un fiume,Che per gran ſaſſi rumoreggia, e cade;E sì rode le ripe, e le scoscende,Che fa spelonca orribile, e vorago,Onde spira Acheronte, e Dite esala.In questa buca l'odioso numeCii
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