LIBRO SETTIMO.A tutte l'altre una facella in manoPrende di Pino ardente, e l'ImeneoDe la figlia, e di Turno imita, e canta.E con gli occhj di sangue, e d'ira infettiAl cielo ad or ad or la voce alzando:Uditemi (dicea) madri di LazioQuante ne siete in ogni loco, uditemi.Se può pietate in voi, ſe può la graziaDe la miſera Amata, e la miſeriaDi lei, ch'ad ogni madre è d'infortunio;Disvelatevi tutte, e scapigliateviEuoe a questo sacrificioNe venite con me, meco ululatene.Così da Bacco, e da le furie spintaNe gìa per selve, e per deserti alpestriLa Regina infelice, quando Aletto,Ch'assai gia disturbato avea il consiglioDi Re Latino, e la sua reggia tutta;Ratto su le fosc'ali a l'aura alzossi.E là ve'gia d'Acrisio il seggio poseL' avara figlia, ivi dal vento espostaA l'orgoglioso Turno si rivolse.Ardea fu quella terra allor nomata,E d'Ardea il nome infino ad or le resta,
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