DELL'ENEIDE26Gli va lo stuol de' semplicetti intorno,E gli dan co'flagelli animo, e forza:Tal per mezzo del Lazio, e de' ferociPopoli suoi vagando insana andavaLa Regina infelice: e quel che poſciaFu d'ardire, e di scandalo maggiore;Di Bacco simulando il nume, e'l coroPer tor la figlia a i teucri, e le ſue nozzeDistornare, o ndugiare; a i monti ascesaNe le selve l'ascose. O Bacco, o LiberoGridando Eùoè: questa mia vergineSola a te si convien, sola a te serbasi.Ecco per te nel tuo coro s'esercita,Per te prende i tuoi tirsi, a te s'impampina,A te la chioma ſua nodriſce, e dedica.Divulgasi di ciò la fama intantoFra le donne di Lazio, e tutte insiemeDa furor tratte, e d'uno ardore accese,Saltan fuor de gli alberghi a la foresta.Ed altre ignude i colli, e sciolti i criniD'irſute pelli involte, e d'aſte armateDi tralci avviticchiate, e di corimbi,Orrende voci, e tremoli ululatiMandano a l'aura. E la Regina in mezzo
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