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LIBRO SETTIMO.Genero ne si dee; se fisso, e saldoE ciò nel tuo penſiero; ſe di FaunoTuo padre il vaticinio a ciò ti stringe;Io credo, ch'ogni terra ch'al tuo scettroNon è soggetta, sia straniera a noi.Così ragion mi detta. E così pensoChe l'Oracolo intenda. Oltre che Turno(Se la sua prima origine si mira)Per ſuoi progenitori Inaco, AcriſioE per patria ha Micene. A questo direStava nel suo proposito LatinoOgn or piu duro. E la Regina intantoPiu dal veleno era del serpe infetta.E gia tutta compresa, e da gran mostriAgitata, sospinta, e forsennata,Senza ritegno, a correre, a scagliarsi,A gridar fra le genti, e fuor d'ogni usoA tempestar per la città si diede.Qual per gli atrj scorrendo, e per le saleInfra la turba de' fanciulli a voloVa sferzato palèo ch'a salti, a scosse,Ed a ſuon di guinzaglj roteando,E ronzando s'aggira, e si travolve;Quando con meraviglia, e con diletto