DELL'ENEIDE24Per ogni membro le s'avvolge, e serpe.Ma fin che prima andò languido, e molleSolo i sensi occupando il suo veleno;Finche il suo foco, penetrando a l'ossa,Non avea tutto ancor l'animo acceso;Ella donnescamente lagrimandoSovra la figlia, e sovra le sue nozzeCon tal queto rammarco ſi dolea:Adunque si darà Lavinia miaA trojani, a banditi? E tu suo padre,Tu così la collochi? E non t'incresceDi lei, di te, di sua madre infelice?Ch'al primo vento, ch'a' ſuoi legni ſpiri,Di così caro pegno orba rimasa(Come dir ſi potrà) da queſto infidoFuggitivo ladrone abbandonata,Del mar vedrolla, e de' corsari in preda?O non così di Sparta anco rapitaFu la figlia di Leda? E chi rapillaNon fu trojano anch'egli? Ah dov'è sireQuella tua ſanta inviolabil fede?Quella cura de' tuoi? Quella promessa,Che s'è fatta da te gia tante volteAl nostro Turno? Se d'esterna gente
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