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LIBRO SETTIMO.Tutte a quest'opra accampa. Inferma, annullaQuesta lor pace, infiamma i cori a l'armi,Arme ognun brami, ognun le gridi, e prenda.Di serpi, e di gorgonei veneniGuarnissi Aletto. E per lo Lazio in primaScorrendo, e per Laurento, e per la corteDe la Regina Amata entro la sogliaInsidiosamente si nascoseEra allor la Regina, come donna,E come madre dal materno affetto,Da lo ſcorno de' teucri, dal diſturboDe le nozze di Turno in molte guiſeAfflitta, e conturbata; quando AlettoPer rivolgerla in furia, e co' suoi mostriSossopra rivoltar la reggia tutta;De' ſuoi cerulei crini un'angue in ſenoL'avventò sì, che l'entrò poscia al core.Ei primamente infra la gonna, e'l pettoStriſciando, e non mordendo, a poco a pocoCol ſuo vipereo fiato un non ſentitoFuror le spira. Or le si fa monileAttorcigliato al collo: or lunga bendaLe pende da le tempie: or quasi un nastroL'annoda il crine. Al fin lubrico errando,B iiij
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