Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
11
Einzelbild herunterladen
 

LIBRO SETTIMO.E che liti eran quelli, e di che genti.Trovar, che di Numico era lo stagno,E che'l fiume era il Tebro, e la cittadeDa' feroci latini era abitata.Allor d'Anchise il generoso figlioCento fra tutti i piu scelti oratori,D'oliva incoronati al Re destina,Con doni, con avvisi, e con richiesteD'amicizia, di commodi, e di pace.Questi il viaggio lor sollecitandoSe ne van senza indugio. Ed egli intantoPreso nel lito il primo alloggiamento,Di picciol fosso la muraglia insolca:E'n sembianza di campo, e di fortezzaD'argini lo circonda, e di steccato.Seguon gl'imbaſciatori. E gia da preſſoLa città, l'alte torri, e i gran palagScoprendo de' latini; anzi a le muraVeggono il fior de' giovinetti loroSu' cavalli, e su' carri essercitarsi,Lotteggiar, tirar d'arco, avventar pali,E cotali altre oprar contese, e proveDi corso, d'attitudine, e di forza.Tosto che compariscono; un messaggio

11