12inserti, & cum percutitur tabula, globuli illi tum inter se, tum cumtabula sonum edunt clarissimum.Magraphe Temid era un'altro Istromento, con cui erano chia-mati li Popoli al Tempio, siccome li Sacerdoti, e li Leviti, ma niuno spiegò di qual materia fosse composto, nè quale forma avesse,ma solamente si dice, che percosso, rendeva suono tale, onde sipuoteva udire nella Città di Jerico, che perciò il P. Kircher lo stimòeqivalente alle nostre Campane.Seguono poi gl'Istromenti da fiato, de' quali alcuni pochi cosìs'accennano,Uno conteneva molte canne ineguali nella lunghezza, e gros-sezza inserite in un legno, nel quale era un canale, per cui si traman-dava il fiato, quando si vuoleva suonare, e con le dita si apriva, echiudeva l'adito a piacere, acciocchè le canne rendessero il suononel modo, che ora vediamo pratticarsi nelli Flauti, e simili. Eradetto Masrakitha, ed alcuni stimarono essere accennato in Daniele,ove si dice: Si audieris sonum fistulae; sopra che si deve avvertire;che le fistole degl'Ebrei erano di trè sorti, come asserma il sopradet-to P. Kircher a carte 54. del primo Tomo della sua musurgia, ovedice: Fistulae Haebraeis usitatae triplicis generis erant, primo cornibusAnimalium in fistulis adaptatis, ut habetur primo Paralip. cap. 25. se-cundò utebantur quodam genere Tibiarum, quas itidem ex Animalibussibi aßumebant, ut Gruum, Ciconiarum &c. Tertio Instrumentis in mo-dum cornu Tauri, vel Capreoli recurvis, quae propè orificium gracile-scentia, continuo paulatim incremento ad alterum usque extremum dila.tabantur, prorsus similia nostris, quos Cornetti vulgo vocant.Ma da qual fonte traesse questo Autore tale narrativa, da luinon si dice; onde lasciando ora di determinare qual numero, e qua-le diversità d'Istromenti da fiato si usassero dagl'Ebrei, accennare-mo solamente ciò, che scrisse Giuseppe Ebreo riferito dal medesimoAutore a car. 55. cioè che Salomone, avendo infusa da Dio la scien-za di perfettissima musica, oltre li molti vasi fatti fabbricare per ser-vizio del Tempio, fece comporre quarantamila Istromenti musica.li, li quali ripartitamente si adoperavano nelle feste in esso celebrate,secondo la diversità delli cantici; onde si rendeva perfettissima ar-monia. Li Rabini Calonimo, e Hannose asserirono essere stati liCantici di dieci sorti diverse, a ciascuna delle quali era destinato uncerto numero di perfetissimi Istrumenti, il suono delli quali era aquelli adattato.Ave-
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