NICOLO4però haueuano tutta l'efficacia de' moti, e dell'espressione. Nel-l'historie cercaua sempre l'attione, e diceua che il Pittore do-ueua da se stesso sciegliere il soggetto habile à rappresentarsi,et isfuggire quelli, che nulla operano; e tali sono al certo lisuoi componimenti. Leggendo historie, greche, e latine, an-notaua li soggetti, e poi all'occasioni se ne seruiua: al qualproposito habbiamo vdito biasimare, e si rideua di quelliche pattuiscono vna historia di sei, ò vero di otto figure, òdi altro determinato numero, mentre vna mezza figura dipiù, ò di meno può guastarla. Essendo egli bene instrutto, edotto nell'arte facilmente conosceua i mancamenti, & eralibero riprensore de gli errori altrui, nimico delle opinioni,e valido nelle sue ragioni. Contuttociò quelli che lo chiama-no in giudicio, si vagliono ch'egli dipingesse in picciolo i suoimegliori componimenti in figure di due ò tre palmi, e che pertal cagione, si astenesse dalle opere grandi, & à fresco. Laqual credenza confermarono nella gran Galeria del PalazzoRegio in Parigi, volendo che egli non fosse sufficiente, nè cor-rispondesse nell'ordinanza, e nello stile magnifico. Altri non-dimeno sono di parere che Pussino, non per mancanza di ge-nio, ò di sapere, ma per lunga consuetudine, si esercitasse inpicciolo, cresciuto in questa riputatione; mentre la tauola diSan Germano, e l'altra del Nouitiato de'Giesuiti sono historiecon figure grandi molto lodate, dimostrando ch'egli era capa-ce d'opere maggiori.Hora Nicolo dopo il suo ritorno di Parigi seguitò à viuere per lo spatio di ventitre anni quietamente ne' suoi studij, eper quanto si appartiene ad vn huomo sauio non haueua chedesiderare in questa vita; percioche si deue riputare vn gran-bene quando dalle fatiche si acquista qualche retributione dipremio, e chiarezza di fama. Viueua egli honorato da tutticosì Italiani, come forastieri, volendo vederlo e conoscerloqualunque si fosse amatore delle buone arti, amandolo i suoicome ornamento della patria. Onde il gloriosissimo, & in-uittiss. Rè Luigi XIV. gli conferì la sua gratia, benche lontanoconfermandogli il Breuetto paterno, col titolo di suo PrimoPit-
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