PVSSINO.425dere il verno i gelsomini, con tre altri luoghi commodi per molte cose ne-cessarie. V'è di più vn bello, e gran giardino pieno di alberi à frutto, e di-nersissimi fiori, & herbe, con tre fontanelle, & un pozzo, oltre unbel cortile, doue sono altri alberi fruttiferi, hò le vedute, che scuoprono datutte le parti, e credo l'estate sia vn paradiso. Entrando in questo luogo,trouai tutto il piano di mezzo accommodato, e mobilato nobilmente, contutte le prouisioni di cose necessarie fino al legno, & vna botte di buonvino vecchio di due anni; e lo spatio di tre giorni fui ben trattato allespese del Rè con li miei amici. Il dì seguente fui condotto dal detto SignorNoyers all'Eminentissimo, il quale con vna benignità straordinaria, miabbracciò, e pigliandomi per la mano mostrò di hauer gran gusto di ve-dermi. Di là à tre giorni fui menato à S. Germano; affinche il Signore diNoyers mi appresentasse al Rè, ma trouandosi indisposto, la mattina se-guente fui introdotto dal Signore le Grand fauorito del Rè, che comebenigno Principe & humanissimo, si degnò di accarezzarmi, e stette vnamezz'hora a domandarmi di molte cose, e voltandosi verso li suoi Cortegiani, disse Voila Vouet bien atrape. Dopo egli stesso mi ordinò difare li quadri grandi delle sue Cappelle di Fontanableò, e San GermanoTornato che fui à caſa mia, mi furono portati in vna bella borza di vel-luto torchino due mila scudi in oro della stampa nuoua, mille scudi per lemie gages, e mille per il viaggio, oltre tutte le spese. E vero che li quatri-ni sono in questo paese molto necessarij, perche ogni cosa vi è caro straordinariamente. Adeßo fò li pensieri di molte opere, che s'hanno da fare,e credo che si metterà mano a qualche opera di tapezzaria: delle primeche io metterò in luce, ardirò di mandargliene qualche cosa, non altrimen-te che per tributo della mia seruitù, che le deuo, e subito che le balle nostresaranno arriuate, spero bene compartire il tempo in maniera che vna par-te l'impiegherò al seruigio del Signor Caualiere suo fratello. Si sono man-date le copie in Piemonte di quelle liste de'libri di Pirro Ligorio. Io leraccomando li miei pochi interessi, e la mia casa, mentr'ella si è volutadegnare di curarsene nella mia aßenza, la quale non sarà lunga, se io posso. La supplico che essendo nata per fauorirmi ella voglia riceuere questemie molestie con quella generosità, che è sua propria, contentandosi che iole corrisponda con l'affetto della mia diuotione. Il Signore le doni lunga, efelice vita, mentre à lei mi dedico humilmente Parigi li 6. Gennaro 1641.Ma volendo il Rè significare più particolarmente la sti-maHhh 2
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