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1 (1672)
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424
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NICOLO122no, nel riconoscerlo, si era mischiato frà suoi gentilhuomi-ni. Mà Pussino si riuolse subito à lui, e s'inclinò alle sue ginoc-chia, con allegrezza del Rè, che lo accarezzò, e lo trattenneseco, interrogandolo della patria, della sua gente, e dell'etàe rispondendo egli con la sagacità naturale, espose la sua sor-te di esser fatto degno di vedere, e seruire il più felice, e'l piùglorioso Rè della Francia, doue la Maestà sua per honorarlo,gli rispose che la virtù di lui era ancora di ornamento al suoregno. Gli propose all'hora due quadri grandi per le cappel-le di Fontanableò, e di San Germano, e tornato Nicolò al suoalloggiamento, gli fece presentare da sua parte, due mila scudid'oro, mille per la prouisione annua, e mille per lo viaggiooltre tutta la spesa in esso fatta. Et accioche egli restasse ho-noratissimo, per sua habitatione in vita, gli donò il più belposto delle Tuilleries, che era vn palazzetto in mezzo il giar-dino, hoggi per la nuoua fabbrica mandato à terra. E percheio penso che molti haueranno caro di vdire le proprie paroledi Pussino circa gli honori, e gratie riceuute dal Rè, porteròquì la lettera scritta da lui in Italiano al Signor Commenda-tore Carlo Antonio del Pozzo, alla benignità di cui, parten-do egli di Roma, haueua raccommandato la sua casa, e le suefortune.Onfidandomi nell'ordinaria humanità, che V. S. Illustrissima hàvsato sempre verso di me, hò creduto eßere douere raccontarle ilbuon succeßo del mio viaggio, lo stato, e'l luogo, doue mi trouo, affinchevn mio padrone, come lei, sappia doue comandarmi. Hò con sanità fat-to il viaggio di Roma à Fontanableò, oue fui raccolto honoratissimamen-te nel palazzo da vn gentilhuomo perciò ordinato dal Signore di Noyers, etrattato lo spatio di tre giorni splendidamente. Poi in vna carrozza dadetto Signore fui condotto a Parigi, doue subito arriuato feci rincontro aldetto Signore di Noyers, il quale humanamente mi abbracciò, testificandol'allegrezza del mio arriuo. La sera fui condotto per ordine suonel luogo, ch'egli haueua determinato, per la mia dimora: egli è vn pa-lazzetto, che bisogna dir così, in mezzo del giardino delle Tuilleries, con-tiene noue stanze in tre piani, senza gli appartamenti da baßo separati,cioè vna cucina, luogo del Guardiano, vna stalla, vn luogo da rinchiu-de.

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