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1 (1672)
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388
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388ALESSANDROmedesima Città. Di costui nacque Alessandro, che instituitoda principio nelle lettere, e tirato poi altroue da quel piacereinnato che internamente ci spinge ad operare, si diede allo stu-dio della Scoltura. Attese à disegnare, e dipingere nella scuo-la & Academia di Ludouico Carracci, con molto profittonel qual tempo praticando egli in casa di Giulio Cesare Con-uenti Scultore, s'inuogliò di modellare alcune figurine, & inesse discopri lo spirito, e'l bel talento suo nella Scoltura, allaquale trapassò egli in vn subito, con tanto gusto di Ludouicoche nel vedere la viuezza, e la gratia dell'operar suo, per sol-leuarlo maggiormente, s'induceua anch'egli à fare alcuni mo-delli di sua mano; l'uno de quali ci fù mostrato da Alessandro,riserbandolo in memoria del maestro. Peruenuto egli intor-no all'età di venti anni passò à Mantoua con Gabrielle Bertaz-zuoli Architetto del Duca Ferdinando, e fù introdotto alseruigio di quell'Altezza à lauorare in auorio, et à formarevarij modelli di figure, e di ornamenti, che'l Duca faceuagettare in argento, ed in rame. Ma Alessandro con la virtù,e col nobile proceder suo, essendosi acquistato la gratia diquesto Principe, non solo esercitauasi sopra le pitture di Giu-lio Romano, che sono celebri nel palazzo del T ma alle suemani, & allo studio suo erano concesse le gemme, i camei, lemedaglie, i metalli, i marmi, che per diletto, e magnificenzadi molti Duchi, all'hora in gran copia, e più che altroue, abbondauano nella Galeria, auanti il sacco miserabile della Cit-tà, che succedette dopo non molti anni. Al qual propositonon lasciamo di riferire quello che da lui medesimo habbiamovdito raccontare, che trouandosi in quel tesoro, vn'vaso di ca-meo antico figurato con li sacrificij d'Iside, d'artificio mara-uiglioso, auuenne che mostrandolo il Guardarobba ad alcuniForastieri, gli cadde di mano, ma cadendo, lo raccolse perl'aria, senza offesa alcuna, e con istupore di tutti: la qual co-sa peruenuta à gli orecchi del Duca; perche la disgratia nonponesse più il vaso in simil pericolo, ordinò all'Algardi, chegli facesse li manichi, e'l piede d'oro all'antica. Ma questi chesi fecero per conseruatione del vaso, furono poi cagione didi-

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