ZAMPIERI.349de gli affetti, li quali non si veggono se non per subiti momen-ti, nè possono in altro modo ritrarsi, dal naturale. E questaè la maggior difficoltà della pittura, la quale senza li moui-menti dello spirito, non è altro che vna morta imitatione. Es-sendo però tale il gran genio che toccò à Domenico, fù eglicondannato à torto che non hauesse dono naturale, e che iltutto operasse con fatica, con mostrare à dito la durezza, e losforzo, ò perche non facilmente colorisse vna piega di panno,ouero vn dintorno ignudo; il che pur di rado s'incontra nelcontinuo studio, che lo ritiraua dalla pratica, e da quella liber-tà ardita, che il tutto si fà lecito nel dipingere, e che si vagheg-gia da se stessa nè tratti del pennello. Siche Domenico nonpuò condannarsi con Callimaco di souerchia diligenza; anzi ilsuo amore infinito non si discosta dalla gratia, la quale sempresi allontana dalla vitiosa, ed affettata imitatione. Ben noi pos-siamo affermare con verità, che appresso il supremo ingegnosuo nell'espressione, niuno all'età nostra meglio di lui, concepil'historie, ed altrettanto in questo egli superò gli altri, quantoandò auanti à ciascuno nel buon disegno, e nella scienza, edot trina della pittura Al contrario, s'egli non fù pittore dicasichi meglio di lui dipinse? prendiamo il quadro di S. Girolamoad olio, e l'historie à fresco di Santa Cecilia, e tant'altre. S'eglinon hebbe nobiltà, e magnificenza, chi s'imaginò forme piùnobili, e magnifiche de gli Euangelisti, e delle Virtù da luiesposte? onde se altri l'escluse dalla pittura, risuona ancora lavoce di Nicolò Pussino, il quale soleua dire di non riconoscerenell'età sua, altro Pittore che Domenico, rispetto le parti del-la natura, e dell'arte. E nell'opera di Napoli, quando altri an-cora lo voglia giudicare, senza risparmio, e seueramente, nontrouerà da notarui se non solo la dispositione de' triangoli del-la cupola, in alcune parti troppo abbondanti, ò dispiegaticon alquanto minor genio; ma altre parti ancora vi sono lo-deuoliſſime, come rieſcono l'altre hiſtorie à freſco, e le tauolead olio, che rendono pregio & ornamento à quella magnifi-centissima Cappella, & alla Città di Napoli, doue nella pittu-ra ritengono il primo luogo. Attese Domenico all'Architet-tura,
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