FRANCESCO278ta debolezza, che ad ogni poca applicatione gli giraua il ca-po, e veniua meno. Siche vn giorno accommodando il ramodella palma di metallo, che mancaua alla sua statua di SantaSusanna, cadde all'improuiso dalla scala, & hebbe à lasciaruila vita. Affliggeuasi di trouarsi in pouero stato, e trà pocheopere oppresso da grandissime fatiche; & à dire il vero egli ègran pena d'uno ingegno eleuato, e studioso, se dopo le cureet i sudori, e le tante applicationi, non hà da respirare, e sitroua bisognoso, e senza ristoro, quando altri scherzano conla sorte, e rapiscono i premi, e gli honori senza fatica. Con-tuttociò Francesco, ò fosse scherno, ò compassione della suafortuna, ella gli si fece auanti liberalissima, e benignissimaauuengache l'anno 1642. il Rè di Francia Luigi XIII. di glo-rioso nome, mandando alla Santa Casa di Loreto à sciogliere ilvoto per lo nato Delfino dato da Dio à beneficio de'popolidopo la sterilità di ventidue anni della Regina, fece prima be-nedire il voto dal Papa. Onde il Signore di Sciantaleu inuiatoà questo effetto, mentre dimoraua in Roma, trattò di condur-lo al seruigio del Rè, come era seguito due anni prima in per-sona di Nicolò Pussino, il quale era pur all'hora tornato à Ro-ma, e doueuano l'vno, e l'altro insieme trasferirsi à Parigi.Incontrò Francesco volentieri questa occasione, che per luinon poteua essere nè più opportuna, nè più prospera, hono-rato col titolo di Regio Scultore, e con le medesime conditio.ni vsate con Pussino: mille scudi l'anno di gagi, così chiamancin Francia gli stipendij del Rè, con essergli pagate l'opere, econ l'habitatione nella Galeria del Louro. Era questo statomotiuo di Monsignor di Noyer Segretario di stato, e soprain-tendente de le fabbriche regie, soggetto di molto valore. Ilperche doueuano assegnarsi à Francesco altre prouisioni perlo mantenimento di dodici giouini, che sotto la sua disciplinastabilissero in Parigi, & in Francia la scuola della Scoltura, nelmodo che si era trattato con Pussino di ordinar la pittura. Inesecutione di ciò furono depositati sù'l banco mille, e ducentoſcudi per lo viaggio di Franceſco, onde pareua bene che in vnsubito la sorte sua si fosse inalzata, sperando col mutar luo-go,
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