FLAMMINGO.271ue l'amistà, e la consuetudine con questo raro ingegno sù mol-to vtile, ed opportuna à lui per solleuarsi alle forme antichepiù belle, modellando le statue di maggiore stima, de' qualimodelli piccioli si sono veduti il Laocoonte, e'l torso dell'Her-cole in Beluedere. Scolpi nel marmo vn Amoretto inclinatoà pulir l'arco grande al naturale, mandato all'Aga in Olandaal Principe d'Orange; e lo fece in quel tempo ch'egli si applicòtutto à studiare li putti di Titiano, con occasione che nel Giar-dino Ludouisi vi era il celebre quadro de gli Amori, che giuo-cando si tirano) pomi donato dopò al Rè di Spagna. EspresseTitiano mirabilmente i putti nell'età più tenera, e con delica-tezza si auanzò sopra ciascuno. Se ne inuaghi Francesco, e litradusse in varij gruppi di mezzo rilieuo, e seco insieme li mo-dellaua Nicolò Pussino sù la creta. Di qui Francesco prese lostile bello de'putti che gli hà fatto tanto honore nella scoltura,e che egli eseguì meglio di ogn'altro, con lo scarpello, comeanderemo hora descriuendo alcune inuentioni di sua mano,Figurò l'Amor Diuino che abbatte l'Amor profano, calcandolo col piede, e chiudendogli la bocca con la mano, per farlotacere, mentre vn'altro fanciullo inalza la corona di lauro inpremic della vittoria immortale; e così egli variò l'inuentionedi Annibale Carracci nella Galeria Farnese. Fece vna Bacca-nale della medesima grandezza, con putti che tirano per lecorna, e sferzano vna capra, figuratoui il Giuoco che è vnfanciullo, il quale si pone al volto una maschera, et il modellodi creta fù imitato, e scolpito sù'l porfido da Tomaso FedeleRomano chiamato Tomaso del porfido, per la facilità sua nellavorarlo, e condurlo con tenerezza in perfettione, comeveramente riuscì questo mezzorilieuo che dal Signor Cardinale Francesco Barberini fù donato à Filippo Quarto Rè di Spa-gna, e si conserua hoggi in Madrid nel Palazzo del Rè. Se-guitò Francesco vn'altra inuentione, secondo la poesia di Ver-gilio: Sileno colco, & appoggiato ad vn'arbore di vite, dor-mendo vbbriaco alla bocca di vn antro. Sonoui putti checon tralci lo legano, e gli annodano le braccia, e li piedi,& vna Ninfa gli tinge la faccia con le mora, mentre alcuni Sa-ti.
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