270FRANCESCOsue mani, risorgere affatto. Trasse egli l'origine, e'l cognomeda Quesnoy terra de' Valloni, donde Geronimo suo padre tras-ferissi à Bruselles ad esercitare l'intaglio, e la scoltura. Qui-ui nacque Francesco l'anno 1594. e dal padre imparati gli ele-menti dell'arte, cominciò à modellare, e lauorare l'auorio, e'lmarmo tenero, che s'vſa in Fiandra d'vn rilieuo pulito, e dili-gente. Dicesi che sieno suoi primi lauori la statua della Giu-stitia sopra la porta grande della nuoua fabbrica della Cancel-leria della Città, due Angeli nel frontispitio della Chiesadel Giesù, e due altre statue, la Giustitia, e la Verità per lacasa publica di Hal. Per li quali lauori, & in quell'età si ac-quistò tal credito, che l'Arciduca Alberto l'impiegò in vnastatua di San Giouanni mandata al Castello di Tor Veerten,e pigliando speranza della sua buona riuscita, questo buonPrincipe lo mandò à studiare à Roma con pensione. Vi giunseFrancesco passando già venticinque anni della sua giouinezza,ma breue tempo restò egli accompagnato da questa buona for-tuna, per la morte, che tosto seguì dell'Arciduca, onde fù co-stretto di pigliare lauori d'auorio, e di legno per sostentarsiintagliado teste di Santi per reliquiarij, alcune delle quali ri-mangono ancora in bottega de gli heredi di Maestro ClaudioLorenese Intagliatore, dou egli si era ricouerato. Dopo glifù dato à fare vna statua di marmo da Pietro Pescatore Mer-cante Fiammingo, che faceua raccolta di pitture: fù questavna Venere à sedere ignuda al naturale. Volgesi à lei da vnoscoglio Amore pargoletto, che l'abbraccia con vna mano, econ l'altra preme la mammella della madre, e sugge il latte, el'opera con diligenza, e studio è condotta; fintoui l'ancora,& alcune figurine di bassorilieuo, che alludono all'arme dePescatori. Hauendo intagliato in auorio qualche statuettacon buon disegno, & habilità, il Contestabile D. Filippo Co-lonna prese à solleuarlo, e gli fece modellare vari ornamentiper vso della Casa; & hauendo Francesco dato compimentoad vn Crocifisso d'auorio alto circa trè palmi, fù da quel Si-gnore donato ad Vrbano VIII. Grandi erano gli studi, ne' qualiegli si esercitaua, habitando insieme con Nicolò Pussino, do-
ne l'amit.