PIETRO PAOLO248alle belle forme naturali, per la mancanza del buon disegnoper la quale, e per vn certo suo genio, che non patiua rifor-ma, veniua egli rimosso dalla venustà dell'aria delle testee dalla gratia de'contorni, che egli alteraua con la ſua manie-ra. Accommodò le sue figure ad vna idea di volti, e di barbesenza varietà, e non dissimili frà loro, e più tosto vulgari.Nel vestire, ò se fingeua armati, ò habiti anche di personag-gi antichi, li accommodaua all'uso moderno, e per lo più co-priua l'ignudo con vn semplice panno non corretto dall'arteCon la libertà del colorito spesse volte si dimostrò troppopratico, nè si riteneua alle parti emendate della natura; epenche egli stimasse sommamente Rafaelle, è l'antico, nonperò imitò mai l'uno, ò l'altro in parte alcuna; e se hauessevoluto seguitare i lineamenti delle statue di Apolline, di Venere, ò del Gladiatore, li alteraua tanto con la sua manierache non lasciaua di esse forma, ò vestigio per riconoscerle.Riportò egli in Fiandra il buon colorito Venetiano; in cui fon-dò la sua fama; ancorche in Anuersa lo precedessero dipoco nell'età, Francesco Purbus chiaro ne'ritratti& Antonio Moro, l'vno, e l'altro pittori eccel-lenti. Molti si accostarono alla sua ma-niera in Fiandra; ma trà suoi scolaripiù chiaro d'ogn'altro diuen-ne Antonio Van Dyck dicui hora siamo periscriuere.* * *VI.
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