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1 (1672)
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MICHELANGELO212Quella di sdegno ardeaPerche con larga vſura,Quante la falce sua genti struggea,Tante il pennello tuo ne rifecea.Giouò senza dubbio il Carauaggio alla pittura venuto in tem-po che non essendo molto in vso il naturale, si fingeuano lefigure di pratica, e di maniera, e sodisfaceuasi più al sensodella vaghezza che della verità. Laonde costui togliendo ognibelletto, e vanità al colore, rinuigorì le tinte, e restituì adesse il sangue, e l'incarnatione, ricordando à pittori l'imita-tione. Non si troua però che egli vsasse cinabri, nè azzurrinelle sue figure; e se pure tal volta li hauesse adoperati, li ammorzaua, dicendo ch erano il veleno delle tinte; non dirò del-l'aria turchina, e chiara, che egli non colorì mai nell'historie,anzi vsò sempre il campo e'l fondo nero; e'l nero nelle carnirestringendo in poche parti la forza del lume. Professauasiegli inoltre tanto vbbidiente al modello, che non si faceua pro-pria ne meno vna pennellata, la quale diceua non essere sua,ma della natura; e sdegnando ogn altro precetto, ripu tauasommo artificio il non essere obligato all'arte. Con la qualenouità hebbe tanto applauso, che à seguitarlo sforzò alcuniingegni piu eleuati, e nutriti nelle megliori scuole, come feceGuido Reni, che all hora si piego alquanto alla maniera di es-so, e si mostrò naturalista, riconoscendosi nella Crocifissionedi S. Pietro alle tre fontane, e così dopò Gio: Francesco da Cen-to Per le quali lodi il Carauaggio non apprezzaua altri chese stesso, chiamandosi egli fido, vnico imitatore della natura;contuttociò molte, e le megliori parti gli mancauano, perchenon erano in lui, nè inuentione, nè decoro, nè disegno, nèscienza alcuna della pittura, mentre tolto da gli occhi suoi ilmodello restauano vacui la mano, e l'ingegno. Molti nondimeno inuaghiti della sua maniera, l'abbracciauano volentieri,poiche senz'altro studio, e fatica si facilitauano la via al co-piare il naturale, seguitando li corpi vulgari, e senza bellez-za. Così sottoposta dal Carauaggio la maestà dell'arte, ciascuno si prese licenza, e nè segui il dispregio delle cose belle,tol-