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1 (1672)
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210 MICHELANGELOaltre dimostrationi della stima, e compiacimento dell'operarsuo. Per la Chiesa medesima di San Giovanni, entro laCappella della natione Italiana dipinse due mezze figure sopradue porte, la Madalena, e San Girolamo, che scriue; e fecevn'altro San Girolamo con vn teschio nella meditatione dellamorte, il quale tuttauia resta nel palazzo. Il Carauaggio ri-putauaſi feliciſſimo con l'honore della Croce, e nelle lodi dellapittura viuendo in Malta con decoro della sua persona, et ab-bondante di ogni bene. Ma in vn subito il suo torbido inge-gno lo fece cadere da quel prospero stato, e dalla beneuolenza del Gran Maestro; poiche venuto egli importunamente àcontesa con vn Caualiere nobilissimo, fù ristretto in carcere,e ridotto à mal termine di strappazzo, e di timore. Onde perliberarsi, si espose à grauissimo pericolo, & iscaualcata dinotte la prigione fuggì sconosciuto in Sicilia, così presto chenon potè essere raggiunto. Peruenuto in Siracusa, fece ilquadro per la Chiesa di Santa Lucia, che stà fuori alla Marina:dipinse la Santa morta col Vescouo, che la benedice; e vi so-no due che scauano la terra con la pala per sepelirla. Passan-do egli dopo à Messina, colorì à Cappuccini il quadro dellaNatiuità, figurataui la Vergine col Bambino fuori la capannarotta, e dissatta d'assi, e di traui; e vi è San Giuseppe appog-giato al bastone con alcuni pastori in adoratione. Per li me-desimi Padri dipinse San Girolamo, che sta scriuendo sopra illibro, e nella Chiesa de' Ministri de gl'infermi, nella Cappellade Signori Lazzari, la Risurrettione di Lazzaro, il quale so-ste utato fuori del sepolcro, apre le braccia alla voce di Chri-sto, che lo chiama, e stende verso di lui la mano. Piange Mar-ta, e si marauiglia Madalena, e vi è vno, che si pone la mano alnaso per ripararsi dal fetore del cadauero. Il quadro è gran-de, e le figure hanno il campo d'vna grotta, col maggior lu-me sopra l'ignudo di Lazzaro, e di quelli che lo reggono, &è sommamente in istima per la forza dell'imitatione. Ma ladi ſgratia di Michele non l'abbandonaua, e'l timore lo ſcacciaua di luogo in luogo; tantoche scorrendo egli la Sicilia, diMessina si trasferì à Palermo, doue per l'Oratorio della Com-pa