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1 (1672)
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192
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FEDERICO192l'animo suo buono, e religioso si riuolse sempre à dipingeresacre imagini, e soggetti Santi. E perche egli dormiua pochissimo, la sera in casa sua nella stagione del verno, si faceua adu-nanza de principali, e virtuosi della Città, doue si vegliaua si-no alle otto hore della notte; quel poco che dormiua sempreera trauagliato, & in quello spatio, che trouaua riposo, si fa-ceua leggere historie, e componimenti poetici, delli quali sen-tiua piacere, e solleuamento. Fù grandissima la stima che dilui fece il suo Principe il Duca Francesco Maria, che gli asse-gnò nella sua Corte vn appartamento in vita, egli vi dimorò al-cun tempo, ma dopo accommodatosi à suo gusto vna casa, siritirò ad habitarui, e rese gratie al Duca. Non veniua maiquesto buon Signore in Vrbino, che personalmente non andas-se à visitarlo, godendo di vederlo dipingere, e parlar seco, etesibendogli ogni suo fauore: cosa ch'egli non soleua vsare coralcuno. Amaualo insieme la Signora Duchessa, e più d'una vol-ta lo visitò ancora. Haueua il Barocci ordinata vna sala gran-de, doue erano disposti i suoi quadri, e cartoni; nè vennepersonaggio alla Corte, che non volesse vederlo, portandosi àposta molti forestieri in Vrbino alla sua fama, desiderosi diconoscerlo, e di ammirare le belle operationi del suo pennel-lo. Fece il ritratto del medesimo Duca, della Marchesa delVasto, del Marchese, e di Monsignor della Rouere. Fra gliamici suoi più amoreuoli ritrasse Monsignor Felice Tiranniprimo Arciuescovo d'Vrbino, il Conte Giulio Cesare Mamia-ni, il Signor Antonio Galli, e la Signora Caterina sua consor-te con due Gemelli, che scherzano con vn cintiglio di gemmee molti altri così di colore, come di pastelli, che sono in per-fettione di naturalezza. Alla fama del Barocci l'ImperadoreRidolfo II. per mezzo del suo Ambasciadore in Roma, richiese il Duca di vn quadro di sua mano, che fù l'Incendio di Tro-ia, porta Enea in collo il vecchio padre Anchise, seguitato dalfanciullo Ascanio, e da Creusa. Piacque l'opera all'Impera-dore, e replicò l'istanze perche il Barocci si trasferisse allasua Corte, le quali volentieri egli hauerebbe incontrate, se ilmal suo non l'hauesse impedito: vn altra di queste inuentionidi-