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1 (1672)
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171BAROCCIgio fù il nostro Federico Barocci nato l'anno 1528. nella me-dema Città d'Vrbino; e'l padre, che lauoraua di cauo, e di ri-lieuo modelli, sigilli, & astrolabij, l'indirizzò al disegno, alquale egli si mosse con tanto incitamento, e gratia straordi-naria, che essendo capitato quiui Francesco Mensocchi da For-li, con occasione che portò alla Confraternità di Santa Croceil quadro della Depositione di Christo di sua mano, prese ferma speranza del giouinetto, e l'esortò ad applicarsi tutto allapittura. Fù tale risolutione di Federico approuata dal ZioBartolomeo Genga Architetto del Duca Guidobaldo, il qualeaccommodollo con Battista Venetiano chiamato, col suo mez-zo da quel Principe à dipingere la volta del Coro dell'Arciue-scouato. E perche Battista era studioso delle statue antichefaceua del continuo esercitar Federico in disegnare gessi, e ri-lieui, al quale studio egli si diede con amore, & assiduità;tantoche la notte dimenticandosi il sonno, il più delle volte lamadre lo sopragiungeua in camera e lo trouaua ancor destoal lume della lucerna sino al giorno, come suole auuenire àquelli, che sentono grandissimo piacere d'imparare. Partito-si Battista da Vrbino, Federico si trasferì à Pesaro in casa delGenga, che gli diede commodità di studiare nella Galeria delDuca le pitture che vi erano di Titiano, e di altri primi mae-stri; e nel tempo stesso gl'insegnaua geometria, architettura,prospettiua, nelle quali discipline diuenne erudito. Ma essen-do egli peruenuto all'età di venti anni, stimolato da desiderio dilode, e dal nome di Rafaelle suo Compatriota, fece risolutione di andare à Roma, doue ritornando vn certo Pierleonepittore d'Acqualagna, il padre raccommandollo à costui, cheper qualche tempo lo tenne soggetto in dipingere corami d'o-ro, & in altri humili lauori. Ma incontrandosi egli vn gior.no all'improuiso per Roma in vn suo zio Maestro di Casadel Cardinale Giulio della Rouere, da esso fù accolto, & in-trodotto alla conoscenza del Cardinale, con fare il suo ritrat-to, & altri quadri che à quel Signore lo resero gratissimo. Di-segnaua egli l'opere di Rafaelle con gli altri giouini, che vi so-gliono concorrere, ma era così modesto, e ritirato per vnacer-Y