145FONTANA.messi li traui l'vn sopra l'altro superiori dieci palmi all'obeli-sco, e dal fondamento alti cento ventitre palmi. Collegò lecolonne insieme da ogni parte con otto incauallature di trauigrossissimi con li saettoni dentro il castello, che appuntellaua-no, e nel medesimo tempo teneuano le colonne, che non po-tessero piegarsi all'indentro, sostentate intorno da quarantot.to puntelli. Auanti che la Guglia si chiudesse dentro questocastello, egli la fece vestire tutta di stuoie doppie; acciochenon restasse segnata, e circondolla con vna scorza di tauoloni,sopra quali erano verghe di ferro grandissime, che abbrac-ciando il piede di sotto, veniuano sù à dirittura per tuttequattro le faccie del sasso cerchiate intorno. Il ferro di taleimbragatura pesaua libbre quaranta mila, come si è detto, e fratauoloni, e traglie, e canapi si aggiungeuano altre quarantamila libbre di peso; di modo che la Guglia così incassata veniuaà pesare vn millione e quaranta tre mila, cinquecento trenta-sette libbre. Hora considerando il Fontana che ogni arganocon buoni canapi, e traglie alzaua venti mila libbre di peso, fece risolutione che quaranta argani fossero bastanti à solleuarelibbre ottocento mila, & al restante deliberò di prouederecon cinque lieue di traui grossissimi lunghi settanta palmil'uno, sufficienti à leuare molto maggior peso. E nel vero,che questa gran selua di traui con tanti smisurati canapi, ad-doppiati dentro le traglie, e ne gli argani faceua vista di vnasmisurata rete di giganti. Alla fama di tale spettacolo con-corse popolo infinito, trahendoui gran quantità di forastierida tutte le parti d'Italia, e fuori, onde per ouuiare li disordi-ni della moltitudine, vsci vn rigoroso editto che il giorno de-terminato à muouere la Guglia, niuno potesse entrare dentroi rapari dello steccato, saluo che gli Operarij, & à chi haues-se forzato li cancelliv'era pena la vita. Di più che niuno par-lasse, ò sputasse, ò facesse strepito di sorte alcuna, sotto gra-ui pene; accioche non fossero impedite le ordinationi dell'Ar-chitetto. Entrò à tale effetto il Bargello, con la famiglia nellosteccato, e'l Boia vi piantò la forca, siche per lo terrore dellapena, e per la nouità dell'opera, che teneua occupati gli oc-chi
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