109CARRACCI.le imitatione, che si auanza nel colore temprato harmonicamente in ogni corpo, e col rispetto dell'una all'altra figura, lequali si toccano e partecipano insieme. Il Monaco che tiene iltorchio sporge più auanti col braccio esposto al lume, spie-gandosi la tonaca di saia bianca con ben ordinate pieghe sù lagamba sino al piede ignudo, esponendosi insieme la spalla, conla patienza, e scapulare leonato, nel volgersi, come s'è dettoil profilo in ombra, con la barba nera nel maggior fondo del-l'oscuro. La parte oscura di questo Monaco si accosta al chia-ro della pianeta turchina del Sacerdote, la quale rischia rataalla spalla, & al fianco, si profonda sotto il petto nell'oscuronaturale dell'azzurro, e vi spiccano sopra le mani, con la pate-na, e particola sacramentale, doue nel camice su'l bracciorisiede la maggior bianchezza, e'l maggior lume. Dall'ombradella pianeta si trapassa all'altro corpo chiaro, che è la cottabianca del Chierico, in cui si và temprando il chiaro, e lo scu-ro soaumente. Qui riesce molto à proposito vn accidentedel lume; perche il Sacerdote inclinandosi ombreggia la testadel Chierico stesso, ma lascia la tempia, e parte della fronte algiorno; e l'ombra istessa si diffonde sù l'estremità del mantorosso, e del gombito di San Girolamo, e'l resto del corpo delSanto hà la sua forza, e viuacità nel chiaro puro della luce.Di più Agostino per dar rilieuo alle figure in vn campo nonbianco di muro, finse le pareti e l'architettura fabbricata comedi tufo, distinti gli archi con fascie di pietra bigia, e l'effettoriesce molto buono alle figure.Vogliono alcuni, che à quest'opera concorressero tuttitrè i Carracci, essendo stata dipinta in tempo che operauanoinsieme, e che Annibale non era ancora venuto à Roma. E sebene si può intendere del consiglio loro, non si deue però di-minuire punto la gloria à questo maestro, mentre gli stessi fra-telli l'accon sentirono à lui solo. Più tosto dobbiamo dolerciche il grande ingegno di Agostino con molto danno dell'arte,si ritirasse dal dipingere, per seguitare l'intaglio; se bene egliin questo modo ancora apportò giouamento, con l'erudito di-segno delle sue stampe. Trasferitosi egli più volte à Venetiaper
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